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Il percorso in Nuovista: dalla prima telefonata all’ultimo controllo

Nella chirurgia della cataratta la parte più difficile, per chi la affronta, non è l’intervento. È il tratto che lo precede, quando non è chiaro a chi rivolgersi, quanti accessi serviranno e chi opererà. Questo articolo descrive il percorso in ordine, così come è definito.

Chi si informa su un intervento di cataratta si trova quasi sempre davanti allo stesso tipo di pagina: la descrizione della tecnica, l’elenco delle apparecchiature, un numero di telefono. Quello che manca, di solito, è la sequenza — che cosa accade prima, quante volte occorre presentarsi, quando si conosce la data, chi risponde dopo. È l’informazione che il paziente e il familiare che lo accompagna cercano per prima, perché è quella che permette di organizzare una giornata e una decisione.

1. Il primo contatto

La prenotazione avviene online, per telefono o via WhatsApp; lasciando un contatto si viene richiamati. Chi risponde conosce il percorso cataratta ed è in grado di indicare tempi, esami previsti, modalità di accompagnamento e costi, senza rimandare a una valutazione successiva per informazioni che sono già determinate.

È un dettaglio organizzativo con un peso maggiore di quanto sembri: molte decisioni si perdono qui, non per il giudizio sul medico ma perché la prima conversazione è stata vaga.

2. Visita ed esami in un unico accesso

Nella stessa seduta vengono eseguiti la visita specialistica e tutti gli esami necessari a stabilire l’indicazione chirurgica e a calcolare la lente intraoculare: misurazione della vista, esame del segmento anteriore, pressione intraoculare, esame del fondo oculare, biometria, topografia corneale, pachimetria e OCT quando indicata.

L’organizzazione in un solo accesso non è una comodità accessoria. Tre esami in tre giorni diversi comportano tre spostamenti, tre accompagnamenti e, di frequente, un permesso di lavoro per il familiare che accompagna: è un costo che nella pratica rinvia le decisioni. La strumentazione è in sede, quindi non ci sono referti da acquisire presso altre strutture né attese tra un esame e l’altro.

Nella stessa occasione vengono rilasciati dal personale sanitario:

  • elenco esami da eseguire per il nullaosta anestesiologico
  • istruzioni pre e post operatorie
  • terapia pre e post operatoria

3. Il colloquio con il chirurgo

A esami conclusi il chirurgo espone il quadro rilevato, la tecnica e la lente che propone con le relative motivazioni, il risultato realisticamente atteso, ciò che il percorso comprende e la data disponibile. È la sede propria delle domande, e il tempo necessario è previsto.

La scelta della lente intraoculare è la decisione più rilevante di questa fase, e non è una scelta tecnica da delegare: una lente monofocale, una torica e una multifocale producono modi di vedere differenti, ciascuno con vantaggi e limiti propri. La lente più adatta non è la più costosa, ma quella compatibile con le misure del suo occhio, con lo stato della sua retina e con la vita che conduce. Per questo la scelta segue gli esami e non li precede.

4. Il giorno dell’intervento

Le viene chiesto di presentarsi accompagnata o accompagnato e di non guidare al rientro. Prima dell’ingresso in sala vengono instillati colliri per dilatare la pupilla e anestetizzare la superficie dell’occhio. L’anestesia è topica o locale: resterà sveglio.

Sul lettino il viso viene coperto da un telo sterile, con un’apertura in corrispondenza dell’occhio e uno spazio libero per respirare. Percepirà la voce del chirurgo, che riferisce l’andamento dell’intervento, e una luce di forte intensità. Non è richiesta alcuna collaborazione attiva oltre al mantenimento della posizione e dello sguardo verso la luce. La durata dell’atto chirurgico è in genere compresa tra i 15 e i 30 minuti; la permanenza complessiva in struttura, comprese preparazione e osservazione, è di alcune ore.

Nella maggioranza dei casi non è un intervento doloroso: ciò che i pazienti riferiscono è una sensazione di pressione. Al termine l’occhio può essere protetto, e dopo un periodo di osservazione la dimissione avviene nella stessa giornata, con la terapia prescritta per iscritto, la data del primo controllo e un numero di riferimento della clinica.

A titolo indicativo ecco un anticipo delle indicazioni per l’intervento:

  • digiuno di almeno 6 ore prima dell’intervento per cibi solidi e 3 ore per i liquidi
  • protezioni post-operatorie: occhiali da sole
  • cosa presentare all’accettazione: accertamenti clinici, tessera sanitaria, documento di identità
  • tempo medio di permanenza in struttura: all’incirca 3 ore.

5. I giorni successivi

Il miglioramento visivo inizia di norma nelle prime ventiquattro-quarantotto ore. Nei primi giorni la visione può rimanere annebbiata e l’occhio dare la sensazione di un corpo estraneo: è un decorso atteso. La stabilizzazione completa, e con essa l’eventuale prescrizione della correzione definitiva, si raggiunge dopo alcune settimane.

Nel frattempo le indicazioni sono poche e precise: somministrare i colliri prescritti con puntualità, non strofinare l’occhio, evitare piscina, sauna, ambienti polverosi e sport di contatto per il periodo indicato, astenersi da sforzi intensi nei primi giorni, i movimenti da non fare (come ad es. non chinare repentinamente il capo), usare occhiali da sole all’aperto.

6. I controlli e il secondo occhio

Il calendario dei controlli è definito prima dell’intervento e i controlli fanno parte del percorso: non sono prestazioni da riprenotare a parte. Il promemoria dell’appuntamento viene inviato dalla clinica.

Quando la cataratta interessa entrambi gli occhi solitamente si opera un occhio per volta, e l’intervallo tra i due interventi è una decisione clinica del chirurgo, che valuta il decorso del primo occhio e la differenza visiva tra i due. La seconda data viene comunque definita in fase di programmazione: non è necessario riavviare il percorso né rientrare in lista.

Se le condizioni cliniche lo consentono, e solo se il chirurgo ritiene sia opportuno, è possibile eseguire una ISCBS, ovvero una chirurgia della cataratta bilaterale simultanea.

Chi risponde, e di che cosa

Un elemento del percorso non è una fase ma una scelta organizzativa: il chirurgo che esegue la visita è, di norma, il chirurgo che esegue l’intervento e che effettua i controlli. La continuità riduce le informazioni che si perdono nei passaggi e rende identificabile, in ogni momento, chi risponde del percorso. I profili dei chirurghi sono pubblicati con specializzazione, formazione ed esperienza.

Sul costo, il criterio è lo stesso: viene comunicato prima della programmazione, con l’elenco preciso di ciò che comprende — certificato medico con indicazione chirurgica, esami pre-operatori oculistici (non sono invece compresi gli esami anestesiologici, ad es. analisi del sangue, elettrocardiogramma etc. perché non eseguibili in sede) intervento, lente intraoculare monofocale e controlli — e con gli eventuali upgrade della lente quotati separatamente e motivati clinicamente.

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