Lenti intraoculari: monofocale, multifocale o torica?

Nell’intervento di cataratta il cristallino opaco non viene semplicemente rimosso: viene sostituito con una lente artificiale che resterà nell’occhio per tutta la vita e non richiede manutenzione. È la decisione più rilevante del percorso, perché determina come vedrai dopo e a quale distanza.
Monofocale
Mette a fuoco una sola distanza, di norma quella lontana. È la soluzione più diffusa e con il risultato più prevedibile; per la lettura sono generalmente necessari occhiali da vicino. Prevedibile non significa di serie B: molti pazienti la scelgono proprio per questo.
Torica
Corregge anche l’astigmatismo della cornea, quando è presente in misura significativa. Va orientata su un asse calcolato prima dell’intervento e rispettato in sala operatoria.
Multifocali ed EDOF
Distribuiscono la messa a fuoco su più distanze e riducono la dipendenza dagli occhiali. Non sono però indicate per tutti gli occhi, e in una parte dei pazienti comportano la percezione di aloni o riflessi nella visione notturna: un elemento da considerare per chi guida spesso di sera.
Come si sceglie
La lente più adatta non è la più costosa. È quella compatibile con le misure biometriche del tuo occhio, con lo stato della tua retina e con le attività della tua giornata: chi legge molto, chi guida di notte e chi lavora allo schermo hanno esigenze diverse a parità di quadro clinico.
Per questo la scelta segue gli esami e non li precede. La biometria misura la lunghezza dell’occhio e la curvatura corneale, da cui si calcola il potere della lente; la topografia quantifica l’astigmatismo; l’OCT verifica che la retina sia in condizione di sfruttare l’intervento. Con questi dati il chirurgo le illustra le opzioni realmente percorribili nel suo caso, con i vantaggi e i limiti di ciascuna, e la decisione si prende insieme.
Nessuna lente garantisce l’indipendenza dagli occhiali in ogni condizione. Ciò che si può fare è scegliere, con dati alla mano, la soluzione migliore per te.